Tre variazioni su J.G.Ballard

 

Quando si dice che La mostra delle atrocità di J.G. Ballard è un romanzo di racconti, si semplifica oltremodo: il legame tra i quindici testi brevi che la compongono non è dato da un’idea di progressione drammatica, di percorso narrativo, come in un romanzo – come per la melodia e l’armonia in Solo Piano, l’idea della trama e dello scioglimento sono fattori estranei alle logiche del testo in questione. Al contrario, sembra di assistere ogni volta alla ripetizione ossessiva dello stesso quadro. Quali sono allora i vettori di movimento e differenziazione ne La mostra delle atrocità?

La forma racconto in Michele Mari

 

Michele Mari appare un alieno nella letteratura contemporanea italiana anche se pensiamo ai suoi racconti, così distanti sia dall'esperienza dei Cannibali sia dall'asciutto minimalismo importato dagli americani, ma anche dal nuovo realismo degli anni Zero. Quando si smette di considerare quelle qualità “intrinseche” alla forma-racconto e si approccia un ragionamento più storicistico, il racconto di Mari appare davvero in controtendenza, se non proprio incollocabile.

La fisiologia del terrore: "Le Horla" di Maupassant

 

“Le Horla” è la storia di una possessione. Non si tratta, tuttavia, di uno spirito o di un demonio – il narratore è esplicito al riguardo: si tratta piuttosto di un alieno, di un altro essere, successivo all’uomo sulla scala evolutiva:

“Ah! L’avvoltoio ha mangiato la colomba; il lupo l’agnello; il leone ha divorato il bufalo dalle corna appuntite; l’uomo ha ucciso il leone con la freccia, la spada, la polvere; ma l’Horla farà dell’uomo ciò che noi abbiamo fatto del cavallo e della mucca: il suo servitore, il suo cibo, la sua cosa, con la sola forza della sua volontà.”

Il luogo perfetto (del racconto)

 

I nove racconti di Un luogo perfetto di Carlos Dámaso Martinez (Arcoiris, 2013, traduzione di Loris Tassi e Lorenza Di Lella) si muovono nella zona di confine tra poliziesco e fantastico. Questo solco si nutre della figura del mistero: il nodo che non si scioglie, che apre invece di chiudere – e potremmo essere dall’una o dall’altra parte, indifferentemente. Dove siamo?, si chiedono spesso i personaggi del libro. Questo luogo di confine è stato canonizzato da Borges come letteratura speculativa e si nutre, tra le altre cose, dell'interferenza tra realtà e finzione.

 

Tagliare fino al midollo. Sui racconti di Raymond Carver

 

Non ci sono cattedrali nell’America raccontata da Raymond Carver. Il paesaggio è piatto. Le città, le case, i bar, i ristoranti, si somigliano tutti. É l’America dei piccoli centri urbani. Economie agricole, piccole industrie, le segherie. Lontana anni luce dai luccichii dei grattacieli di New York e dai bagliori del cinema di Hollywood. 

Racconti Edizioni, una nuova casa editrice che pubblica solo racconti

 

Con molto piacere, da oggi ospitiamo la neonata casa editrice RACCONTI EDIZIONI: un progetto che mira alla pubblicazione di soli racconti di autori stranieri, italiani, contemporanei e non. Il progetto nasce da un'idea di Stefano Friani ed Emanuele Giammarco, entrambi con passate esperienze lavorative in Einaudi e Il Saggiatore. In casa editrice anche Leonardo Neri, che si occupa della redazione web e del blog correlato alla casa editrice ALTRI ANIMALI. Per il momento lasciamo a loro la parola per presentarvi il progetto e il catalago con le prime uscite di Maggio.

 

Il teatro grottesco di Thomas Ligotti

 

Abbiamo tutti una serie di incubi-feticcio che ci portiamo appresso da quando eravamo bambini: l’ombra notturna originata dal disordinato ammassarsi di vestiti nella nostra stanza; il pupazzo di neve o latte, in ogni caso gigante, di un vecchio cartone animato; e perché no, l’imbattibile villain di fine livello di un ormai dimenticato videogioco.

Non tutti, però, continuiamo da adulti a dar forma a questi spaventi, a coltivarli. Cosa che fa invece con caparbia e scientifica accuratezza uno scrittore come Thomas Ligotti nel suo Teatro grottesco

 

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